Le funzioni del disegno

in questa prima lezione abbiamo visto cosa si intende per disegno quali possono essere le funzioni principali svolte dal disegno nell’ambito della progettazione (in particolare abbiamo indagato la funzione narrativa, quella progettuale e quella descrittiva).
il disegno può svolgere una funzione narrativa quando ci racconta il funzionamento di un oggetto, l’interazione con l’utente, il concept di un progetto o sequenze di azioni da compiere (come nel caso di istruzioni di montaggio). è molto utile nelle prime fasi di progetto per comunicare le proprio e idee a clienti e collaboratori e nel campo del design è ancora molto utilizzato.
la funzione progettuale del disegno comincia quando, una volta definite le linee guida dell’idea, si comincia, schizzando su un foglio, a dare forma al prodotto trovando soluzioni formali che rispondano alle diverse esigenze estetiche e funzionali. è un disegno di bozze e in linea di massima viene compreso solo dal progettista che lo ha tracciato. è uno strumento molto utile per esplorare diverse possibilità formali e compiere ricerche sulla tridimensionalità e su dettagli realizzativi tuttavia solitamente non viene mostrato a nessuno. non serve quindi per comunicare qualcosa a qualcuno quanto piuttosto al designer per chiarirsi le idee sullo sviluppo del progetto che sta seguendo.
in ambito progettuale spesso il disegno svolge prevalentemente una funzione  di tipo descrittivo. questo tipo di disegno serve, una volta terminata la fase di ideazione, a raccontare il progetto finito in tutti i suoi aspetti (dimensione, materiali, look&feel, ambientazioni etc). possiamo individuare due principali manifestazioni della funzione descrittiva: una è il disegno tecnico (che racconta in modo preciso e inconfutabile gli aspetti dimensionali dell’oggetto) e l’altra il rendering (che punta a dare una rappresentazione tridimensionale il più fedele possibile del progetto prima che questo esista). oggi il disegno tecnico viene svolto esclusivamente a computer mentre i disegni di rendering possono essere svolti in computer grafica o a mano sia rispetto alle capacità del designer sia rispetto all’ambito progettuale in cui opera e le figure professioanli con cui deve confrontarsi (anche oggi diversi progetti vengono presentati come bozzetti schizzati, soprattutto in ambiti come quello della moda, della scenografia, nella concept art per videogiochi etc).

molte persone non abituate a disegnare sono portate ad essere piuttosto spaventate nel farlo (sapendo di non essere particolarmente capaci e credendo che sia una questione di predisposizione). chiunque è in grado di tracciare correttamente le lettere dell’alfabeto su un foglio è perfettamente in grado di disegnare (a livello di abilità manuali e connessioni cervello-mano). quello che spesso non siamo abituati a fare è guardare le cose per quello che sono cercando di riprodurle come appaiono ai nostri occhi. si tende infatti a disegnare le cose per come pensiamo che siano, ma la rappresentazione mentale degli oggetti è spesso vittima di alcune stilizzazioni infantili che è importante cercare di andare a correggere. il percorso che cercheremo di fare quest’anno consiste proprio nel cominciare a vedere le cose per quello che sono (attraverso la copia dal vero) e cercare nuove stilizzazioni con cui andare a rappresentare oggetti immaginati. cercheremo cioè nuove regole per rappresentare i volumi di base che costruiscono la base strutturale di tutti gli oggetti disegnabili (piani, cubi, sfere piramidi) e individueremo alcuni metodi per rappresentare i materiali più ricorrenti nei porogetti di design. a questo percorso sul disegno di visualizzazione affiancheremo lo studio dei principi della geometria descrittiva (disegno tecnico) che saranno molto utili principalmente per sviluppare la capacità di immaginre gli oggetti in tre dimnesioni e le loro interrelazioni.