22  novembre 2012

prima di cominciare vi lascio un link alla dispensa vista in classe e alla scheda esercizi.

L’argomento della lezione di oggi è il chiaroscuro ovvero la tecnica grafica che ci permette di rappresentare i volumi attraverso la modulazione dei toni di grigio su foglio da disegno.

Per ottenere disegni di volumi convincenti con il chiaroscuro è necessario agire su due fronti:

  • imparare a modulare e gestire bene i toni di grigio o di colore con una o più tecniche (ovvero creare sfumature costanti in una direzione specifica e sapere colorare in modo omogeneo porzioni di foglio con un colore costante di un certo tono)
  • scoprire come i volumi di base prendono la luce e capire in quale modo è possibile suggerire il volume di quel solido (abbiamo già avuto modo di capire che questi solidi ci permettono di costruire le strutture principali di tutti gli oggetti)

per quanto riguarda il primo punto vi consiglio di procedere con esercizi di campitura (riempimenti) con sfumature e toni graduali provando diversi modi e strumenti per rendere i diversi valori tonali.

per quanto riguarda il secondo punto vediamo come procedere.

Adesso non entreremo nel merito del disegno dell’ombra in modo preciso e geometrico ( è argomento d una delle prossime lezioni). ma per ora accontentiamoci di sapere che esistono diverse possibilità per illuminare un’oggetto. ovvero la luce può avere diverse angolazioni e direzioni. come è visibile nell’ immagine qui sotto alcune posizione della sorgente luminosa si prestano meglio a mettere in risalto le forme dell’oggetto mentre altre tendono ad appiattire (e devono essere quindi evitate dato che nel disegno industriale si tende a cercare di rappresentare l’oggetto in modo chiaro e facilmente interpretabile). possono essere utili e interessanti inrappresentazioni più espressive e poetiche. nel disegno per la progettazione si predilige la luce obliqua (circa a 45°) che crea nel cubo 3 facce visibili in 3 diversi toni di grigio facilmente identificabili.

questi 2 fotogrammi sono tratti da un eccellente corso di disegno avanzato in dvd chiamato “Gnomon Workshop-The techniques of Scott Robertson vol1-Basic perspective form drawing”. l’immagine in alto mette in evidenza come la scelta migliore sia quella in alto a destra cioè la luce diagonale (45 gradi di inclinazione dall’altro e 45 gradi in pianta con l’ombra che si prooietta leggermente verso l’osservatore). questo principio vale anche per quanto riguarda le figure arrotondate ma essendo piuttosto complesse da rendere (specie se ci sono opre portate che si proiettano sugli oggetti) a volte si ricorre anche alla luce laterale (side light) o dall’altro (per sfere e cilindri funziona bene).

per ora quindi ci accontenteremo di disegnare in modo approssimato un ombreggiatura sommaria.

il procedimanto da seguire è il seguente:

  1. disegnare i contorni del solido con il quale vogliamo esercitarci
  2. abbozzare (ispirandoci ad una delle immagini seguenti) l’ombra portata principale e i contorni delle linee d’ombra sull’oggetto
  3. procedere con l’ombreggiatura primaria delineando le ombre più scure e quelle più delicate
  4. andremo ad aggiungere sfumature secondarie valutando le ombre e le luci riflesse dall’ambiente circostante. spesso per mettere in risalto gli spigoli si cerca di sfruttare il contrasto di luminanza (uno dei principi percettivi sui quali funziona l’occhio umano) seguendo questo principio: se una facia del nostro solido crea uno spigolo con una faccia maggiormente illuminata (quindi più chiara) man mano che ci avviciniamo allo spigolo scuriremo leggermente il tono (per accentuare il contrasto). Al contrario aggiungeremo sfumature chiare in prossimità di zone scure del disegno ( facce in ombra, colori di sfondo o ombre portate).

ecco alcune schede che possono essere di aiuto a ombreggiare i diversi solidi di base. possono anche essere aggiunti con una matita bianca (o un pennarello bianco) linee e luccichii che rinforzino ed evidenzino spigoli e bordi.

Al di là delle regole che abbiamo provato a vedere sicuramente ogni tecnica implicherà delle piccole variazioni. ecco alcuni esempi di volumi disegnati a pantone e con matiti bianca nera e grigia su foglio scuro. vedremo nelle prossime lezioni come il modo di ombreggiare i volumi dipenda anche dal tipo di materiale di cui li immaginiamo; superfici molto riflettenti tendono a dividere la luce in modo netto creando aree di colore ben separate mentre le superfici satinate presentano sfumature più graduali.

vi lascio per finire una serie di link molto utili nei quali potrete trovare dei video tutorial dove vengono disegnati volumi di base e oggetti più complessi disegnati e colorati a pantone, guardarli e cercare di ridisegnarli potrà essere molto utile come esercizio (è un consiglio non fa parte delle tavole obbligatorie ma come o già avuto modo di dire guardare i lavori di disegnatori più esperti e prende spunto per l’impostazione delle tavole o per la resa di certe forme è fondamentale).

ecco alcuni link a videotutorial:  un cilindro e un cubo a pantone + matita bianca,  un cilindro cavo a pantone ,  disegno di una composizione di solidi, disegno di una sfera a matita , un cubo a matita, un cubo a pantone, composizione di solidi e una bottiglia (seguendo gli stessi principi).